Marcia per la Vita: Intervento di sua Eccellenza l’Ambasciatore Kotański del 22 maggio 2021

Ci incontriamo oggi per far sentire forte ancora una volta la verità sulla santità della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale.

È estremamente importante che, continuando la tradizione della Marcia per la Vita qui, nella Città Eterna, abbiamo una rincuorante consapevolezza che, durante i pontificati che si sono susseguiti, dalla Sede di San Pietro si è fatta sempre sentire la voce in difesa del diritto alla vita di ogni essere umano. È un messaggio inequivocabile e deciso.

Martedì abbiamo festeggiato il centunesimo anniversario della nascita di San Giovanni Paolo II, che ha dedicato la sua undicesima enciclica Evangelium vitae, proclamata nel 1995 al valore e all’inviolabilità della vita umana. Vi leggiamo:

“La scelta deliberata di privare un essere umano innocente della sua vita è sempre cattiva dal punto di vista morale e non può mai essere lecita né come fine, né come mezzo per un fine buono”.


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“L’aborto e l’eutanasia sono dunque crimini che nessuna legge umana può pretendere di legittimare. Leggi di questo tipo non solo non creano nessun obbligo per la coscienza, ma sollevano piuttosto un grave e preciso obbligo di opporsi ad esse mediante obiezione di coscienza”.

Oggi, a meno di tre decenni da questa enciclica, abbiamo a che fare con trend, fenomeni socio-culturali e misure legali specifiche che cercano di sostituire la civiltà dell’amore con la civiltà della morte.

Viene promosso un modello di vita che non solo giustifica i crimini contro la vita, ma in cui l’uccisione di bambini non nati viene presentata come un diritto inalienabile delle donne.


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Papa Francesco ne è consapevole e non smette di ricordare al mondo che è necessario rispettare il diritto fondamentale di ogni essere umano: il diritto alla vita.

Durante l’incontro di quest’anno con i diplomatici accreditati presso la Santa Sede, ha detto:

“Purtroppo, duole constatare che, con il pretesto di garantire presunti diritti soggettivi, un numero crescente di legislazioni nel mondo appare allontanarsi dal dovere imprescindibile di tutelare la vita umana in ogni sua fase”.


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E ha posto una domanda fondamentale:

“Se si sopprime il diritto alla vita dei più deboli, come si potranno garantire con efficacia tutti gli altri diritti?”.

Sono fiero di poter rappresentare, come ambasciatore presso la Santa Sede, la Polonia, che tutela i diritti dei più deboli e indifesi: i bambini non nati.

Nell’autunno dello scorso anno, il nostro Tribunale Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la cosiddetta “pratica eugenetica” nella legge sulla pianificazione familiare, la protezione del feto umano e le condizioni per l’ammissibilità dell’interruzione della gravidanza, che è un passo significativo e forte nella tutela giuridica della vita umana.

La famiglia è al centro della politica sociale del governo polacco. Nello specifico, vengono realizzati i seguenti programmi:

– “Famiglia 500 più” – un sostegno finanziario per ogni bambino;

– “Buon Inizio” – investimento dedicato all’educazione dei bambini polacchi, un supporto una tantum per tutti gli studenti;

– “Programma Bimbo più” – finanziamento per lo sviluppo delle istituzioni che si prendono cura dei bambini fino al terzo anno di età;

– “Carta della Famiglia Numerosa” – un sistema di sconti e servizi aggiuntivi alle famiglie che hanno più di tre figli.

Stanno già portando i buoni risultati e sono un grande “investimento” per il futuro della nazione e quindi credo che valga la pena seguirli!

Nove giorni fa, Papa Francesco ha detto: “Senza figli non c’è futuro”. Questa semplice verità va ripetuta continuamente, con tenacia.

“Non uccidere!” – dice il quinto comandamento. Dio è stato inequivocabile. Non ha detto: “Non uccidere, ma…; non uccidere, a parte i bambini non ancora nati, gli anziani, i portatori di handicap, i malati gravi”.

È imbarazzante che nel ventunesimo secolo la chiarezza di questo comandamento venga messa in discussione sempre più spesso. Questo non è un progresso, è un passo indietro!

Facciamo di tutto per farlo sapere agli altri. Non dobbiamo aver paura! Il bene vince sempre alla fine. Dobbiamo solo servirlo con tutto l’impegno e il coraggio che abbiamo.

Janusz Kotański

Ambasciatore della Repubblica di Polonia presso la Santa Sede e presso il Sovrano Militare Ordine di Malta

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