La rapper Nicki Minaj: “La decisione di abortire mi ha perseguitato tutta la vita”

Forse solo ai più giovani può dire qualcosa il nome di Nicki Minaj, trentaduenne cantante (se i “rapper” possono essere definiti così) nata a Trinidad e naturalizzata statunitense, di origine indiana e trinidadiana.

La ragazza, che ha iniziato la sua carriera musicale nel 2007, ottenuto un buon successo con il suo primo disco nei Paesi anglosassoni, che ha raggiunto la qualifica di “disco di platino” negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia. Cinque milioni di copie per uno dei suoi primi successi, oltre sette per il secondo… insomma, stiamo parlando di una “star” (un tempo si chiamavano rock-star, adesso bisognerà coniare un termine apposito, magari “rap-star”) da 30 milioni di singoli digitali e 5 milioni di album nei soli Stati Uniti, che le hanno permesso anche l’ingresso nel mondo della pubblicità (è testimonial di una marca di profumi) e del cinema.

Il suo ultimi disco, uscito lo scorso dicembre, è stato nel suo campo un evento che la ha fatta intervistare dalla prestigiosa (nel settore della musica leggera) rivista “Rolling Stones”.

E qui c’è la notizia che ci interessa, poiché la cantante ha parlato del trauma ricevuto successivamente ad un aborto cui si è sottoposta in gioventù. Dato che ne parlava nella sua ultima canzone, l’intervistatore le ha posto una domanda diretta. Ecco cosa scrive:


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«Nella canzone “The Pinkprint” Nicki allude ad una gravidanza conclusa con una interruzione volontaria.

Il primo amore di Minaj è stato un ragazzo molto più grande, che frequentava mentre era ancora a scuola, nel prestigioso istituto “La Guardia” di Manhattan (una scuola artistica). “Quando mi resi conto di essere incinta, avrei voluto morire: era una ragazzina e decidere cosa fare è stato il mio problema più grande. Alla fine ho deciso di abortire, una decisione che mi ha perseguitato tutta la vita, anche se al momento mi sembrava la scelta più giusta. Sembrerebbe contraddittorio se dicessi che non ero favorevole all’aborto. Ma non ero pronta, non pensavo di avere nulla da offrire ad un bambino”. Come ha detto in una sua precedente canzone : “pensavo che nessuno mi ascoltasse”. E adesso che milioni di ragazzini la ascoltano, la sua testimonianza diventa importante».

Fonte: Rolling Stones


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