FOTO ESCLUSIVE: prima Marcia per la Vita a Philadelphia

Marcia per la Vita - Philadelphia

Sfilata a sostegno della vita nel luogo in cui è nata la Dichiarazione di Indipendenza

Per la prima volta nella storia del luogo in cui è nata la Dichiarazione di Indipendenza, gli abitanti di Philadelphia hanno voluto commemorare l’anniversario della sentenza Roe v. Wade, che ha privato gli esseri umani ancora non nati del diritto alla vita.

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Philadelphia ricorda un milione di vite perse dal 1973

Nel primo evento di questo tipo, la Pro-Life Union (un’organizzazione pro-vita con base a Philadelphia) ha unito le sue forze a quelle dell’arcivescovo Nelson Perez e dell’arcidiocesi di Philadelphia per ricordare gli oltre un milione di aborti effettuati nella Città dell’Amore Fraterno dalla legalizzazione dell’aborto nel 1973.

La giornata è iniziata con la celebrazione della Messa nella basilica cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, presieduta dall’arcivescovo Perez.

Nella sua omelia, il vescovo ausiliare Joe Coffey ha affermato che “Gesù Cristo ha rivelato il progetto d’amore di Dio per il creato, e ha rivelato la verità della persona umana, dotata della dignità, dei diritti e della responsabilità che le ha donato Dio, e poi chiamata a un destino trascendentale… Queste verità della nostra fede sono riflesse anche nella Dichiarazione d’Indipendenza, firmata proprio qui a Philadelphia”.


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Al termine della Messa, più di mille persone si sono riunite sui gradini della cattedrale per marciare in solidarietà proclamando la dignità e il valore di ogni vita umana. Si sono uniti a loro i membri di Live Action e di 40 Giorni per la Vita, le cui organizzazioni nazionali lavorano per cambiare il cuore e la mente degli Statunitensi per quanto riguarda la questione di giustizia sociale della nostra era.

“È stato provvidenziale”, ha affermato Steven Bozza, direttore dell’Ufficio Vita e Famiglia. “Non l’avevamo mai fatto in inverno, e da questo punto di vista è la prima volta”. La pianificazione dell’evento è iniziata nel marzo 2020, prima che scoppiasse la pandemia di Covid-19, e molto prima che la Marcia Nazionale per la Vita a Washington, D.C., diventasse virtuale.

Difendere i bambini non nati è una lotta per i diritti civili

Alla sfilata a Independence Square, Ashley Garecht, membro del consiglio della Pro-Life Union, ha ricordato Harriet Tubman e altre persone che hanno combattuto contro la schiavitù. “Thaddeus Stevens ha lavorato con fierezza e costanza per l’abolizione… Niente riusciva a fermarlo nel suo slancio per porre fine alla schiavitù in America, e così, mentre ricordiamo questi pilastri di coraggio e impegno, riconosciamo che ora è il nostro turno di difendere gli esseri umani non nati, i membri più disumanizzati della nostra società. E nulla ci fermerà finché non avremo svolto il nostro compito”.


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La Garecht ha paragonato la tenacia degli abolizionisti a quanti difendono i bambini non nati, e li ha esortati a non perdere mai la speranza.

“Nulla ci fermerà finché ogni donna che viene sfidata nella sua capacità di portare avanti la gravidanza, o si sente sola e schiacciata dalla prospettiva della maternità, sappia che ci sono delle opzioni a favore della vita… che difendono la dignità sia della madre che del bambino… [La donna] è forte, e degna d’amore, e merita qualcosa di meglio dell’aborto”.

FONTE: Jeffrey Bruno, Aleteia, 28 Gennaio 2021