Archeologia politica in scena a Milano pur di difendere l’aborto

Difendi il diritto alla vita? Allora sei un fascista. Questo in sintesi il giudizio dato, anzi, urlato, durante la manifestazione di sabato scorso nel centro di Milano, da patte dei sostenitori della legge 194 contro un corteo che, inalberando crocifissi, sfilava pacificamente, scandendo non slogan, ma recitando il Rosario. Ecco un breve resoconto della manifestazione.

Sfiorato lo scontro fisico in centro fra i fronti contrapposti. Le tensioni sono scoppiate nel primo pomeriggio tra i «No 194» in arrivo da via Broletto e i «Pro 194» che li hanno accolti in piazza Cordusio con striscioni inneggianti alla legge («La 194 non si tocca») urla e motti d’altri tempi come «l’utero è mio e lo gestisco io», e poi musica e slogan più politici, della serie: «Fascisti, carogne, tornate nelle fogne». Le preghiere e i discorsi del comitato in arrivo da via Broletto si sono mescolate con le note di«Bella ciao». Al fronteggiarsi dei due cortei gli agenti hanno indossato il casco e trattenuto i manifestanti più vivaci di entrambi. Sul lato della piazza c’erano i «Sentinelli», che accusavano i militanti anti-abortisti: «Vergogna, vi fate scortare da Forza Nuova». Sull’altro fronte c’erano i manifestanti e un cordone di giovani in camicia bianca, posizionato a proteggere lo sfilare del resto dei manifestanti contro l’aborto che hanno continuato verso la meta finale, Piazza Medaglie d’Oro, attraversando quindi il centro storico e passando per piazza Duomo.

 

Fonte: il Giornale, 12 aprile 2015


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